Buon riposo
Per ovviare al problema dell’insonnia alcune ricerche suggeriscono di mangiare legumi. Fagioli, fave, lenticchie contengono, infatti, un particolare Jaminoacido, il triptofane, che (è il precursore di una sostanza indispensabile al buon funzionamento del nostro cervello e dei suoi ritmi sonno-veglia. Si tratta della serotonina, una molecola che tende a calare nei periodi di stress e nel periodo estivo, quando l’insonnia è in agguato.
La salute vien mangiando
Un progetto appena avvitato dall’Unione Europea porterà presto nei negozi i Nutra-Snack, nuovi prodotti alimentari studiati per fare bene alla salute, come le vitamine antiossidanti o altri composti ad azione antinfìammatoria, antibatterica, anticancerogena o anrilipidemica. Il progetto coinvolge otto università europee di cui quattro italiane, già al lavoro per studiare piante e organismi animali da cui estrarre le molecole della salute.
Febbre da pollo
Isolati da un istituto scientifico di Bellinzona, in Svizzera, gli anticorpi contro il famigerato virus dell’influenza aviaria dalle persone sopravvissute all’infezione. Questi anticorpi si sono dimostrati in grado di proteggere dal terribile virus un gruppo di polli inoculato con una dose letale. La ricerca fa ben sperare per la messa a punto di un vaccino efficace.
Taglie forti
Ipernutrizione, alimenti scadenti, sedentarietà e spot televisivi alla base del fenomeno, ormai di proporzioni mondiali, dell’obesità.
Siamo o dovremmo essere tutti consapevoli che l’obesità è un male complesso, tipico delle nazioni ricche ma ormai in crescita perfino nei paesi emergenti, dove nel volgere di una o due generazioni si è passati dalle carenze alimentari ai primi casi di malnutrizione per eccesso. Alla base di questo fenomeno mondiale (l’Organizzazione Mondiale della Salute ritiene che il numero dei soggetti in sovrappeso abbia superato quello dei denutriti) non c’è soltanto l’abbondanza degli alimenti oggi disponibili ne la qualità spesso scadente. Ci sono altri fattori che hanno scompensato la bilancia energetica e tra questi il primo posto spetta al nuovo “stile di vita” sedentario. Ma quel che è peggio l’informazione sui pericoli dell’obesità è tuttora scarsa e tardiva, cioè la consapevolezza dei danni e l’invito a fronteggiarli non fanno parte della prevenzione ma semmai della cura, più spesso delegata a qualche albergo della salute, a centri benessere o a “di-magritori” non medici che non hanno ne le competenze ne le finalità che si possono trovare nei pochissimi servizi dietetici ospedalieri.
Il guaio peggiore è che molti ragazzi vivono nella sedentarietà, tra videogiochi, navigazioni in internet e una Tv stracolma di inviti a consumare cibi ipercalorici che ben pochi di questi ragazzi saranno in grado di “spendere” nelle rare sortite parasportive.
Di questi temi e in particolare del plagio pubblicitario esercitato dai produttori alimentari, mediante gli spot televisivi trasmessi anche nella cosiddetta fascia protetta pomeridiana, si è parlato e discusso in un Convegno organizzato a Roma dalle Coop. Al riguardo, proprio le Coop hanno ideato e delegato alla Terza Università romana un’analisi e un raffronto fra undici nazioni europee sul diverso impatto della pubblicità alimentare.
I bambini italiani, che insieme a quelli greci sono ai primissimi posti nella classifica del sovrappeso e dell’obesità in Europa, sono risultati i più “bombardati” dagli inviti a comprare e consumare ogni genere di merendine, snack e gelati. Come in altre nazioni le emittenti commerciali forniscono più del doppio degli spot rispetto alle emittenti pubbliche e soltanto pochi paesi (Svezia, Olanda, Norvegia) escono dignitosamente da questa vicenda o cercano di ridimensionarla facendo passare, come in Francia, dei sottotitoli “educativi” a commento degli spot alimentari.