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La spesa nel carrello

Il 32 per cento in meno rispetto ad una spesa fatta solo di
marche leader. Un risparmio forte senza
rinunciare alla
qualità. È il risultato di una spesa fatta seguendo le tracce dei carrellini
colorati. Con Franco e Rosita alla scoperta della convenienza sicura Coop nel supermercato di Civitavecchia.

di Aldo Bassoni

Pasta, biscotti, caffè, acqua minerale. E poi ancora tonno, passata di pomodoro, frutta, carne, dentifricio… Sono tutti prodotti che finiscono ogni giorno nei carrelli degli italiani. I soci Coop non fanno eccezione: generi di largo consumo e di prima necessità disponibili in un’ampia gamma di scelta per quello che rappresenta il consumo medio delle famiglie italiane. Si va dal prodotto di marca al primo prezzo, da quello a marchio Coop alle marche leader. Scegliere la combinazione giusta fra tutte queste opportunità può fare la differenza quando poi si va alla cassa. Ora fare questa scelta è molto più semplice. Basta seguire le tracce del “carrello della spesa” acquistando solo quei prodotti contrassegnati dall’icona del carrellino nelle sue varie colorazioni che stanno a rappresentare altrettante tipologie d’acquisto: il carrello rosso per il prodotto a marchio Coop, il carrello blu per i prodotti di marca, il carrello giallo per i primi prezzi. Abbiamo voluto provare insieme ad una coppia di soci un percorso guidato nel supermercato Coop di Civitavecchia per toccare con mano la convenienza promessa. Alla fine sullo scontrino è uscito un totale di 43,27 euro contro i 63,69 euro di una spesa fatta acquistando esclusivamente i prodotti delle marche leader, quelle più pubblicizzate. Nella tabella della pagina accanto si possono vedere chiaramente e confrontare i due tipi di spesa. Quella dei nostri soci Franco Garrammone e Rosita Barletta è la più conveniente. Una spesa equilibrata dove prevale certamente il prodotto Coop perché Franco e Rosita conoscono e apprezzano da sempre le qualità del prodotto a marchio. Ma hanno le loro preferenze in fatto di marche importanti e non rinunciano ad acquistarle, così come’ possono anche tranquillamente dirottare la loro attenzione su alcuni prodotti meno costosi, i cosiddetti primi prezzi. «Solitamente facciamo sempre la spesa insieme», dice Rosita che di mestiere fa l’agente pubblicitario ed è una cuoca sopraffina. Stasera cucinerà le triglie alla livornese per suo marito Franco originario proprio dell’Isola d’Elba, ex vicecomandante dei Vigili urbani di Civitavecchia ora in pensione. Hanno portato anche il nipotino Andrea che, seduto nel seggiolino del carrello, non si perde una battuta di questa insolita spesa. Vuole toccare tutti i prodotti e li mette pazientemente nel carrello uno per uno. Alla cassa sarà lui ad estradi dal carrello per depositarli sul nastro. «La strada della convenienza sicura passa da questi carrellini», dice Paola Tardini, il caporeparto che ci ha accompagnato durante tutta la spesa insieme alla presidente della Sezione soci Stefania Giannetti senza il cui impegno questo esperimento non sarebbe stato possibile.
 

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Libertà condizionata

Libertà condizionata

L’ondata di liberalizzazioni che si è abbattuta sull’Italia ha fatto solo del bene all’economia e alle tasche dei consumatori togliendo di mezzo assurdi privilegi e vetuste rendite di posizione indegne di un paese moderno. L’ultimo atto di questa buona boccata d’ossigeno sta passando al vaglio delle Camere proprio mentre scriviamo e riguarda in particolare il settore energetico. Ma non tutto sta andando per il verso giusto e non tutte le promesse sono state mantenute. Lobby molto influenti cercano di impedire che arrivi a destinazione a pieno carico la nave delle liberalizzazioni. Per esempio è finito in mare l’emendamento che avrebbe permesso ai funzionar! comunali di autenticare gratuitamente i trasferimenti di proprietà che oggi sono riserva esclusiva dei notai dal cui ufficio deve passare obligatoriamente chi compra o vende una casa. La parcella di 4.800 euro su una casa del valore catastale di 1 OOmila euro anziché rimanere nelle tasche dei consumatori andrà a finire in quelle dei notai. Un altro passeggero della nave che è stato buttato a mare è l’abolizione del Pra, il famoso Pubblico registro automobilistico la cui eliminazione avrebbe potuto dimezzare la spesa sostenuta per le immatricolazioni dei veicoli e sfoltire la burocrazia inutile a carico dei cittadini in quanto le auto sono già registrate negli archivi della motorizzazione civile. Niente da fare, dunque, di fronte alle pressioni di chi forse temeva che si abbattesse un’ondata di licenziamenti sulla potente roccaforte dell’Aci. Tra l’altro, è staro cancellato anche il provvedimento che avrebbe permesso agli automobilisti di scegliere liberamente i pezzi di ricambio senza dover dipendere dalle prescrizioni delle case produttrici pena la decadenza della garanzia. Infine, prima di arrivare in porto, è saltata giù dalla nave delle liberalizzazioni anche la promessa eliminazione delle commissioni di massimo scoperto applicate dalle banche sui conti correnti in rosso. L’Abi, l’Associazione delle banche italiane, non era d’accordo e quindi non se n’è fatto niente. Nel pacchetto di liberalizzazioni sono transitati indenni ben inteso provvedimenti importanti tra i quali anche l’abolizione dei servizi non richiesti per i cellulari e le segreterie telefoniche a pagamento e la vendita nei supermercati di alcuni tarmaci con obbligo di ricetta. Il parlamento, insomma, non è del tutto sordo alle pressioni di alcune lobby forse più potenti dei tassisti e dei benzinai. Attenzione, dunque, perché prima dell’estate, nel difficile passaggio al Senato, porrebbe naufragare qualche altro passeggero scomodo.
 

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