Self control
Alcuni ricercatori californiani sono riusciti a identificare
nelcervello umano una sorta di autostrada nervosa dove corrono
impulsi ad alta velocità che sarebbe responsabile dell’autocontrollo, cioè della capacità di interrompere volontariamente un’azione
che si sta compiendo. Quest’autostrada neurale connette tra
loro aree molto distanti del cervello e studiarla potrebbe essere utile per comprendere molte malattie oltre che per svelare i misteri dello stravagante comportamento umano.
Sapore di Sale
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità le campagne per l’utilizzo del sale iodato stanno confondendo i consumatori spingendoli a mangiare molto più sale di quanto non sia raccomandato per la loro salute. Non si dovrebbero consumare più di 5 g di sale al giorno mentre in alcuni paesi europei si arriva quasi a 9. Insomma il sale iodato fa bene o male?
Dipende da quanto se ne usa. Infatti se lo iodio è utile per prevenire le malattie della tiroide, il sodio, che è il maggior componente del sale, alla lunga favorisce l’ipertensione. La via di mezzo accontenta tutti.
Alta pressione
Secondo alcuni scienziati di Bristol la pressione alta che arriva senza una causa conosciuta potrebbe essere innescata da un’infiammazione dei vasi sanguigni del cervello, che per reazione secondaria comporta l’aumento della pressione periferica. Se l’ipotesi fosse confermata si aprirebbe una nuova strada per curare milioni di persone nel mondo.
La validità nutrizionale di qualsiasi dieta non dipende dall’apporto di un singolo alimento ma dal contributo complessivo che le diverse scelte alimentari danno all’adeguatezza della dieta, rispetto al diverso fabbisogno di un adolescente, di un adeta o di un pensionato sedentario. Gli alimenti in commercio, igienicamente garantiti, non sono ne buoni ne cattivi (se non per problemi di gusto o di digeribilità!), ma possono essere tutti utili. Anche in tema di alimentazione vale l’apologo di Menenio Agrippa alla plebe romana sul contributo delle singole parti alla funzionalità del corpo! Nessun alimento (salvo il latte materno o artificiale nei primi mesi di vita) è indispensabile, ma qualunque alimento può apportare una delle tante tessere che formano il mosaico di una dieta equilibrata.
Potremmo dire non che un alimento sia migliore di un altro ma, più correttamente, che un dato alimento è per alcuni di noi preferibile o sconsigliabile in quanto ci fornisce poco o troppo di quei nutrienti che, nelle varie età della vita o per il nostro personale “stile di vita”, risultano prioritari o talvolta rischiosi. Ne consegue che per un soggetto in sovrappeso o con un alto tasso di colesterolemia
sarà più indicato il latte parzialmente scremato mentre per un bambino o per uno studente magro e tisicamente attivo la preferenza andrà al latte fresco intero.
Ho fatto l’esempio del latte perché nessun altro alimento offre, grazie anche alle innovazioni tecnologiche realizzate dall’industria alimentare, una gamma di scelte talmente vasta da soddisfare sia il gusto che le finalità dietetiche più svariate. Perfino coloro che lamentano una carenza di lattasi (l’enzima che deve scindere il lattosio per consentirne poi l’assorbimento intestinale) possono trovare, in qualunque rivendita, un latte ad alta digeribilità, cioè privato della componente zuccherina responsabile talvolta di “reazioni avverse” diagnosticabili con lo specifico “test del respiro”.
Nella dieta equilibrata, consigliata dalle Società scientifiche internazionali, c’è posto per tutti gli alimenti ma in quantità e frequenza da personalizzare, magari sotto consiglio specialistico.